La Città del Vaticano e la Santa Sede sono istituzioni distinte. Le principali basi giuridiche per risiedere o ottenere la cittadinanza vaticana sono un incarico o un servizio, lo status diplomatico, una residenza richiesta, l’ammissione pontificia o un’autorizzazione specifica. Alcuni esempi sono i cardinali che vivono nella Città del Vaticano o a Roma, i diplomatici della Santa Sede, le persone tenute a risiedere lì per il proprio incarico, il personale di servizio autorizzato e alcuni familiari o collaboratori domestici. La Città del Vaticano non prevede un canale pubblico generale basato su lavoro, istruzione, investimento o semplice trascorrere del tempo. Chi ha i requisiti per risiedere ma non richiede o non possiede la cittadinanza vaticana può ottenere la residenza, cioè uno status di residenza autorizzato per il periodo stabilito dall’amministrazione competente. Un’autorizzazione a risiedere può riguardare anche familiari di cittadini o residenti, collaboratori domestici e altri casi approvati. L’autorizzazione può avere durata determinata o indeterminata, ma una durata indeterminata non la trasforma in un diritto incondizionato alla residenza permanente. L’amministrazione può revocare la residenza con ragionevole preavviso, immediatamente per giusti motivi o, in generale, dopo la revoca dell’alloggio sottostante. Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano gestisce domande, registri e autorizzazioni. Le norme non forniscono un elenco completo e pubblico dei documenti necessari. In pratica, il richiedente può aver bisogno di una prova d’identità, dell’incarico, del servizio o del rapporto di lavoro pertinente, dell’autorizzazione, della prova del legame familiare se applicabile e dell’alloggio assegnato. Le norme disponibili non stabiliscono tasse locali né scadenze fisse per la decisione. I non cittadini e i non residenti hanno generalmente bisogno di un permesso per entrare nelle aree non liberamente accessibili. Il Governatorato rilascia il permesso, valido solo per lo scopo autorizzato. Per accessi frequenti può essere possibile ottenere un permesso permanente, mentre il personale di servizio e i collaboratori istituzionali possono usare una tessera speciale di accesso. L’accesso con veicoli richiede un’autorizzazione separata. Piazza San Pietro è liberamente accessibile entro i limiti indicati e i Musei hanno proprie modalità d’ingresso per i visitatori; nessuna delle due forme di accesso conferisce diritti di residenza o lavoro. L’Italia e l’area Schengen gestiscono l’accesso alla Città del Vaticano attraverso il territorio italiano. Un visto italiano o Schengen può disciplinare l’ingresso o il soggiorno in Italia, ma non sostituisce l’autorizzazione vaticana per residenza, lavoro o accesso a zone riservate. Le disposizioni speciali in materia di passaporti e visti previste dal Trattato Lateranense si applicano a determinati diplomatici, inviati e dignitari e non istituiscono un sistema generale d’immigrazione. La cittadinanza vaticana, detta cittadinanza, è legata a uno status e a una funzione, non al luogo di nascita o alla normale discendenza familiare. Può derivare automaticamente per cardinali residenti nella Città del Vaticano o a Roma, diplomatici della Santa Sede e persone tenute a risiedere lì per un incarico o servizio. Può anche essere concessa su domanda a personale autorizzato con incarichi o servizi, residenti ammessi dal Papa e alcuni familiari quando esiste l’autorizzazione richiesta. Il Governatorato registra la base giuridica, le autorizzazioni, le modifiche e la perdita della cittadinanza. Normalmente la cittadinanza termina quando cessano l’incarico, il servizio o la base di residenza, oppure quando la persona lascia definitivamente il territorio. In genere i figli la perdono a 18 anni se non continuano a risiedervi; se la residenza prosegue, passano allo status di residenti. Non è stato individuato un requisito generale vaticano di lingua, integrazione o esame di cittadinanza. Non esiste neppure uno status generale di residenza basato soltanto sugli anni trascorsi nel territorio, né una procedura o uno status autonomo vaticano di asilo, rifugio o protezione sussidiaria. Il solo alloggio ecclesiastico o umanitario non costituisce un titolo di residenza vaticano. I permessi di accesso possono essere rifiutati, revocati o invalidati alla scadenza. L’accesso non autorizzato alle aree riservate può comportare una multa da EUR 10,000 a EUR 25,000. L’uso di un permesso scaduto o improprio può comportare una multa da EUR 2,000 a EUR 5,000. L’accesso violento o fraudolento può comportare la reclusione da uno a quattro anni e una multa da EUR 10,000 a EUR 25,000; la violazione di un divieto di accesso può comportare la reclusione da uno a cinque anni e la stessa fascia di multa. Un divieto giudiziario di accesso può generalmente durare fino a dieci anni. Ai sensi dell’articolo 31 della Legge sul Governo del 2018, è possibile chiedere all’autorità che ha emanato l’atto amministrativo di revocarlo o modificarlo entro 10 giorni. Se l’autorità respinge la richiesta o non risponde per 30 giorni, si può presentare ricorso alla Pontificia Commissione; la decisione dovrebbe essere emanata generalmente entro 90 giorni. È possibile presentare separatamente una domanda di risarcimento danni all’autorità giudiziaria competente.
Diritto dell’immigrazione nella Città del Vaticano
Il diritto dell’immigrazione della Città del Vaticano non prevede un sistema pubblico generale per immigrare per lavoro, studio, investimento o in base alla durata del soggiorno. Residenza, cittadinanza e permessi di accesso sono legati soprattutto a un incarico ecclesiastico o statale, a una funzione diplomatica, a un servizio, a una residenza richiesta o a un’altra autorizzazione specifica. Il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano gestisce registri e domande pertinenti; l’ingresso attraverso l’Italia e le regole di Schengen non conferiscono di per sé diritti di residenza o lavoro in Vaticano.
Tip
Considera la Città del Vaticano un sistema basato su funzioni specifiche, non una destinazione generale per lavoro, studio, investimenti o residenza dopo un certo numero di anni. Per prima cosa individua l’incarico, il servizio, il ruolo diplomatico, il legame familiare o l’autorizzazione specifica che potrebbe giustificare il tuo status. Tieni distinti residenza, cittadinanza, accesso alle zone riservate e documenti d’ingresso italiani o Schengen: uno non sostituisce automaticamente gli altri.

