La Città del Vaticano non adotta un sistema elettorale pubblico generale con un registro degli elettori cittadini, collegi elettorali, schede di partito o seggi aperti al pubblico. L’equivalente funzionale di un’elezione nazionale è il Conclave, l’elezione interna del Sommo Pontefice da parte del Collegio cardinalizio. I cardinali elettori sono i cardinali che, secondo le norme applicabili, hanno diritto di voto. Questa elezione è anzitutto un atto di diritto canonico, ma sceglie anche il futuro capo dello Stato della Città del Vaticano. Il periodo in cui la sede papale è vacante è chiamato Sede Vacante, o Sede Apostolica vacante. Durante la Sede Vacante, il Collegio cardinalizio assicura la continuità istituzionale, mentre le Congregazioni generali preparano l’elezione e affrontano le questioni urgenti connesse alla vacanza. Dopo la morte di un Papa, i Novemdiales tradizionalmente comprendono nove giorni di lutto. Il Conclave normalmente attende 15 giorni interi per consentire l’arrivo dei cardinali elettori assenti e deve iniziare non oltre 20 giorni dalla vacanza; può iniziare prima se sono presenti tutti gli elettori aventi diritto. Un cardinale elettore arrivato in ritardo può partecipare fino al termine dell’elezione. In generale la partecipazione è obbligatoria, salvo casi quali una malattia o un altro impedimento grave. I cardinali che hanno compiuto 80 anni prima della morte o della vacanza non hanno diritto di voto. La norma che disciplina l’elezione fissa a 120 il numero massimo dei cardinali elettori; tuttavia, una dichiarazione del 2025 ha confermato che il Sommo Pontefice può concedere una dispensa che consenta al Collegio di superare tale numero. Prima di entrare in Conclave, gli elettori giurano di mantenere il segreto. Soggiornano alla Domus Sanctae Marthae e sono vietati comunicazioni con il mondo esterno, contatti con i media, registrazioni e trasmissioni tecnologiche. Sono altresì vietati ingerenze esterne, promesse di voto, accordi elettorali e veti statali. Il Conclave si svolge nella Città del Vaticano, principalmente nella Cappella Sistina. Si vota esclusivamente per scrutinium, ossia mediante schede segrete contate. Il primo giorno, dopo la processione e il giuramento, può svolgersi una votazione. Nei giorni successivi il programma consueto prevede due votazioni al mattino e due al pomeriggio. Ciascun elettore scrive a mano il nome di un candidato su una scheda con la dicitura «Eligo in Summum Pontificem». Tre scrutatori contano e verificano le schede, tre infirmarii raccolgono quelle degli elettori impossibilitati a recarsi nella cappella e tre revisori controllano il conteggio; i ruoli sono assegnati per sorteggio. Un candidato deve ottenere almeno i due terzi delle schede espresse dagli elettori partecipanti. Se dopo tre giorni non si è raggiunto un risultato, si dedica un giorno alla preghiera, alla riflessione e alla discussione. In seguito le votazioni possono essere limitate ai due candidati più votati, fermo restando il requisito dei due terzi. Le schede e gli appunti vengono bruciati e il risultato viene sigillato per l’archiviazione. L’elezione diventa valida quando il candidato prescelto l’accetta e sceglie un nome pontificale. Il risultato viene poi annunciato pubblicamente. Secondo il diritto canonico, la nuova autorità pontificia inizia con l’accettazione legittima e la consacrazione episcopale richiesta dal canone 332 del Codex Iuris Canonici; la Sede Vacante termina. La Legge Fondamentale dello Stato della Città del Vaticano, datata 31 luglio 2026, conferma lo status del Sommo Pontefice quale sovrano con autorità legislativa, esecutiva e giudiziaria. Ha sostituito con effetto immediato la legge del 13 maggio 2023. La Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e il Governatorato sono quindi organi nominati, non eletti dal pubblico. Il Sommo Pontefice nomina i membri della Commissione, compreso il Presidente, normalmente per cinque anni. Il Presidente della Commissione è anche Presidente del Governatorato; il Segretario generale è nominato dal Sommo Pontefice per cinque anni su proposta del Presidente. Non è stata individuata alcuna elezione pubblica diretta del Papa, della Commissione, del Presidente del Governatorato o di altri organi statali. Non si applicano quote elettorali pubbliche né procedure di iscrizione dei cittadini agli elenchi degli elettori; i costi istituzionali del Conclave riguardano alloggio, vitto, assistenza medica e servizi tecnici e sono gestiti internamente.
Elezioni nella Città del Vaticano
Nella Città del Vaticano non si tengono elezioni pubbliche generali in cui i cittadini scelgono il Papa o gli organi dello Stato. Il principale processo elettorale è il Conclave, un’elezione a scrutinio segreto nella quale i cardinali elettori idonei scelgono il Sommo Pontefice, cioè il Papa; il risultato valido richiede almeno due terzi degli elettori partecipanti. Il Papa eletto diventa capo dello Stato della Città del Vaticano, mentre i principali organi statali sono nominati, non eletti dal pubblico.
Tip
Per la maggior parte delle persone nella Città del Vaticano non esistono attività di voto pubblico: non vi sono iscrizione dei cittadini, seggi elettorali o schede pubbliche per scegliere il Papa o gli organi dello Stato. Considera il Conclave una procedura riservata per la scelta del capo dello Stato e il Governatorato e la Pontificia Commissione come organi nominati. Individua innanzitutto il meccanismo a cui si riferisce la tua domanda, così da non cercare una procedura elettorale pubblica che non esiste.

