Nella Città del Vaticano non esiste un sistema consolidato di tutela della natura paragonabile all’amministrazione di un parco nazionale o di una riserva naturale. Le competenze sono ripartite tra il Governatorato, la Direzione dei Servizi Tecnici, il Servizio Giardini e Ambiente, la Floreria, i servizi di igiene pubblica e la protezione civile. Questi organismi gestiscono giardini, ecologia, igiene pubblica, strade, fontane, ispezioni tecniche e aspetti ambientali dei progetti. La collaborazione con i Vigili del Fuoco e la Direzione di Sanità e Igiene può essere pertinente per questioni di sicurezza o salute pubblica. I Giardini Vaticani sono il principale spazio verde gestito. Comprendono piante ornamentali e liturgiche, prati, aree boschive, vigneti, frutteti e orti, piante medicinali, elementi storici, sentieri e fontane. Il punto più alto dei giardini si trova a circa 77 metri. L’orto di Mater Ecclesiae copre quasi 400 metri quadrati distribuiti su quattro terrazze. Utilizza irrigazione manuale, coltivazione biologica dal 2026, fertilizzante certificato in pellet, piantine provenienti dall’esterno e trattate con metodi naturali, un quaderno di campagna e soglie per i danni causati dai parassiti. I raccolti contribuiscono alla cucina del monastero e, in parte, ad attività caritative. I rifiuti organici vengono compostati. Il Governatorato ha inoltre riferito di aver piantato 300 alberi in tre anni, eliminato l’uso di pesticidi, ridotto le perdite nelle condutture idriche e ricircolato l’acqua nelle fontane ornamentali. I giardini sono un paesaggio culturale e istituzionale, modellato da secoli di coltivazione e manutenzione. L’UNESCO iscrive la Città del Vaticano tra i siti del Patrimonio mondiale culturale, ma questa designazione culturale non costituisce uno status di tutela naturalistica. Protected Planet e UNEP-WCMC non registrano aree protette né altre misure efficaci di conservazione basate sull’area per la Santa Sede. Nelle informazioni disponibili non risulta istituito un parco nazionale locale, una riserva naturale o un equivalente di Natura 2000. Non è stato pubblicato un inventario aggiornato e completo di piante e animali. La vegetazione documentata comprende numerosi alberi, fiori, piante medicinali e specie ornamentali rare o esotiche, tra cui Ginkgo biloba, Fraxinus ornus e Fraxinus angustifolia. I materiali didattici menzionano le tartarughe; descrizioni storiche citano una varietà più ampia di animali, senza però documentarne il numero attuale. I visitatori entrano in contatto con la natura nella Città del Vaticano soprattutto tramite i Musei Vaticani e i Giardini Vaticani. Le visite ai giardini richiedono una prenotazione anticipata e si svolgono con visite guidate o speciali, non con accesso pubblico senza restrizioni. Il calendario pubblicato dei musei indica dal lunedì al sabato dalle 08:00 alle 20:00, con ultimo ingresso alle 18:00, e l’ultima domenica del mese dalle 09:00 alle 14:00, con ultimo ingresso alle 12:30. Le informazioni sull’ingresso e i prezzi delle visite speciali possono cambiare; il portale ufficiale dei Musei Vaticani stabilisce la prenotazione e il costo applicabili. Non è riconosciuto un diritto generale di raccogliere piante, cacciare, campeggiare o utilizzare liberamente i giardini; i visitatori devono rispettare le regole applicabili ai musei e ai giardini. Le attività di educazione ambientale comprendono “Capturing Nature”, un’attività stagionale all’aperto per famiglie, della durata di circa due ore e in italiano e inglese, rivolta ai bambini dai 6 ai 12 anni. Si occupa di piante, tartarughe, rifiuti e alberi e prevede accorgimenti di accessibilità per disabilità sensoriali, motorie e intellettive. Un diverso programma multisensoriale nei giardini, per persone cieche e ipovedenti, dura circa due ore e utilizza il Braille e mappe tattili. È offerto in diverse lingue, richiede la prenotazione anticipata ed è limitato a un massimo di dieci partecipanti, oltre agli accompagnatori; la disponibilità dipende dalla data. Le ridotte dimensioni e il contesto urbano rendono più rilevanti la pressione dei visitatori, i lavori alle infrastrutture, i sistemi idrici e la manutenzione dei giardini rispetto ai pericoli tipici delle aree selvagge. Non è stato individuato un registro pubblico locale o una procedura specifica per i rischi naturali. Il monitoraggio UNESCO riconosce tuttavia la possibile influenza dell’elevato numero di pellegrini e visitatori. La principale tensione pratica consiste nel conciliare la tutela dei giardini e dei valori culturali, l’accesso, le esigenze di pellegrini e visitatori e lo sviluppo delle infrastrutture. Castel Gandolfo, Borgo Laudato si’, Santa Maria di Galeria e altre proprietà extraterritoriali sono fuori dalla Città del Vaticano e non vanno considerate parte del suo profilo naturalistico locale.
Natura nella Città del Vaticano
La natura nella Città del Vaticano consiste soprattutto in un paesaggio urbano curato, non in un’area naturale selvaggia. I Giardini Vaticani coprono circa 22 ettari dei 44 dello Stato e comprendono prati, aree boschive, vigneti, frutteti, orti, piante medicinali, sentieri e fontane. Le responsabilità ambientali sono formalmente ripartite tra i servizi di giardinaggio, infrastrutture, sanità pubblica e protezione civile.
Tip
Considera la natura nella Città del Vaticano come un ambiente gestito di giardini e valore culturale, non come una riserva naturale aperta. Scegli una visita o un’attività ufficiale dei musei o dei giardini adatta al tuo scopo, prenotala in anticipo e verifica orari, disponibilità e costo aggiornati. Non presumere che lo status UNESCO conferisca una tutela naturalistica o che i visitatori possano raccogliere piante, campeggiare o usare liberamente i giardini.

