Lo Stato della Città del Vaticano è lo Stato territoriale, mentre la Santa Sede è l’istituzione centrale della Chiesa cattolica. Alcuni uffici della Santa Sede operano extraterritorialmente a Roma e lo stesso sistema organizzativo comprende anche luoghi di lavoro come le Ville Pontificie di Castel Gandolfo. Perciò, la Città del Vaticano non ha un mercato del lavoro regionale interno separato, paragonabile a quello di un Paese più grande. I principali ambiti occupazionali comprendono Gendarmeria, vigili del fuoco e protezione civile, servizi di sanità e igiene, farmacie, edilizia e lavoro tecnico, infrastrutture, telecomunicazioni, informatica, servizi postali e filatelici, contabilità, attività commerciali, parcheggi, musei, beni culturali, giardini, agricoltura e Osservatorio Vaticano. La Direzione delle Infrastrutture ha compreso circa 300 persone, tra cui all’incirca 80 ingegneri, architetti, geometri e altri esperti tecnici; nel 2026, la Direzione Giardini e Ambiente ha indicato 32 dipendenti. Sono istantanee istituzionali riferite a date specifiche, non un conteggio completo dei lavoratori. Non sono stati stabiliti un numero ufficiale totale di lavoratori, un’indagine sulla forza lavoro, un tasso di disoccupazione o statistiche salariali complete. L’amministrazione del personale del Governatorato, la Segreteria Generale, le direzioni, l’Ufficio del Personale, la Commissione per il Personale, la Commissione per la selezione del personale laico e l’ULSA svolgono funzioni differenti. Il reclutamento può seguire l’organigramma, una verifica delle qualifiche, una selezione competitiva, una procedura di commissione o una nomina diretta quando l’idoneità è già chiaramente dimostrata. Alcuni incarichi dirigenziali prevedono una nomina pontificia. Nelle fonti ufficiali esaminate non è documentato un portale generale pubblico per le offerte di lavoro o per l’abbinamento tra candidati e posti. Il regolamento del personale del Governatorato pubblicato fa riferimento, per l’accesso, alla fede cattolica e a una condotta conforme ai principi della Chiesa, a una buona condotta morale e civile, all’idoneità psicofisica, all’istruzione richiesta e, ove applicabile, agli obblighi militari. L’età abituale è compresa tra 21 e 35 anni, con eccezioni per qualifiche o responsabilità speciali. I candidati ecclesiastici o religiosi possono aver bisogno del consenso del proprio ordinario o superiore. La cittadinanza o la residenza, da sole, non danno un diritto automatico a candidarsi o a essere nominati. Le candidature possono richiedere documenti di nascita, residenza, cittadinanza, stato civile, battesimo e cresima, istruzione e certificato penale. I profili professionali sono organizzati in dieci livelli funzionali secondo mansioni, istruzione, responsabilità e autonomia. Possono essere richiesti titoli scolastici o universitari riconosciuti, abilitazioni professionali, formazione specialistica e lingue straniere. L’esperienza lavorativa comprovata può sostituire un titolo formale quando la legge applicabile non lo richiede; la Segreteria di Stato può pronunciarsi sulle equivalenze. Prima della nomina viene valutata l’idoneità. Il periodo di prova dura almeno un anno e non più di due, con verifiche trimestrali del rendimento e della condotta prima della nomina a tempo indeterminato o del licenziamento. L’orario ordinario è di 36 ore settimanali, distribuite su sei giorni o meno. Possono essere previsti turni e orari a tempo parziale. Gli straordinari richiedono un’effettiva esigenza operativa e un’autorizzazione. La retribuzione si articola in dieci livelli e classi di merito da 1 a 9. Può comprendere importo base, indicizzazione, aumenti biennali per anzianità, straordinari e indennità speciali; gli importi ufficiali attuali non sono pubblicamente disponibili. Una misura di contenimento dei costi del 2021 ha ridotto temporaneamente alcune categorie e sospeso gli aumenti dal 1° aprile 2021 al 31 marzo 2023; non va considerata una retribuzione generale vigente. I dipendenti hanno diritto a protezione sociale, pensionistica e sanitaria, riposo settimanale, ferie e permessi speciali retribuiti. In genere, le norme prevedono la retribuzione piena durante la malattia. I dipendenti devono inoltre lealtà, riservatezza, rispetto delle istruzioni e disponibilità al servizio. Il lavoro esterno, i conflitti d’interesse, l’uso privato delle risorse ufficiali e i rapporti considerati incompatibili con l’istituzione possono essere limitati o vietati. Le controversie di lavoro possono prevedere ricorsi interni e la competenza dell’ULSA. Prima di procedere davanti all’ULSA o all’Autorità giudiziaria vaticana, è necessario un tentativo di conciliazione; un ricorso all’ULSA è generalmente soggetto a un termine di 30 giorni. Un’interruzione amministrativa interna fino a 90 giorni può incidere sulla procedura. Il trattamento di sicurezza sociale dipende dal rapporto di lavoro: in generale, i dipendenti vaticani sono soggetti alle regole della Santa Sede indipendentemente dalla cittadinanza, mentre gli altri lavoratori occupati sul territorio vaticano rientrano in genere nelle norme italiane di sicurezza sociale ai sensi dell’accordo amministrativo. I periodi assicurativi possono essere totalizzati e l’accordo prevede la parità di trattamento e l’esportabilità delle prestazioni. La forza lavoro è ridotta e, nella pratica, fortemente transfrontaliera, perché il territorio si estende su appena 0.44 chilometri quadrati e i luoghi di lavoro collegati si trovano anche al di fuori delle mura. Non sono disponibili dati ufficiali sulla nazionalità e sul pendolarismo dei lavoratori. Le aziende esterne e i loro dipendenti possono costituire un’alternativa formale se esiste un’esigenza documentata e sono completate le verifiche di regolarità richieste. Le riforme organizzative avviate dal 2018 hanno riorganizzato le direzioni e rafforzato le funzioni relative al personale e alla formazione. Fra le misure recenti figurano un asilo nido per le famiglie dei dipendenti, gestito da un fornitore esterno, e un progetto pilota di leasing di veicoli elettrici per i dipendenti del Governatorato. Questi sviluppi mostrano cambiamenti istituzionali nell’organizzazione del personale, nel sostegno alle famiglie, nelle competenze e nella sostenibilità, non la nascita di un ampio mercato pubblico del lavoro.
Mercato del lavoro nella Città del Vaticano
Il mercato del lavoro nella Città del Vaticano è un sistema ristretto e incentrato sulle istituzioni, non un tradizionale mercato nazionale aperto. L’occupazione è concentrata in sicurezza, sanità, infrastrutture, tecnologia, musei, amministrazione, giardini e altri servizi a sostegno della Santa Sede e dello Stato della Città del Vaticano. Le assunzioni seguono i piani e le procedure di selezione delle istituzioni; non sono disponibili statistiche pubbliche sull’occupazione complessiva, la disoccupazione o i salari.
Tip
Considera il mercato del lavoro della Città del Vaticano come un sistema ristretto, guidato dalle istituzioni, non come un tradizionale mercato nazionale. La priorità è individuare un’istituzione e un percorso occupazionale specifici, verificare l’ammissibilità e i documenti con l’organo del personale competente e non fare affidamento sulla cittadinanza, sulla residenza o su un portale generale delle offerte. Pianifica con prudenza, perché gli importi salariali attuali e le statistiche complessive sull’occupazione non sono disponibili al pubblico.

