San Marino ha un mercato del lavoro nazionale integrato, anziché mercati separati per i suoi nove Castelli. Le regole ufficiali e le statistiche sul lavoro sono in genere aggregate a livello nazionale. L’Italia resta strettamente collegata a San Marino perché molte persone attraversano il confine per lavorare, ma il lavoro transfrontaliero non crea un mercato regionale distinto all’interno di San Marino. A marzo 2026 San Marino registrava 23,039 dipendenti, 1,510 lavoratori autonomi e 752 disoccupati su una forza lavoro di 25,301 persone. I datori privati impiegavano 19,027 persone e quelli pubblici 4,012. Tra i lavoratori autonomi, i gruppi più numerosi erano liberi professionisti, artigiani e commercianti. L’occupazione pubblica era concentrata soprattutto nella Pubblica Amministrazione, nell’Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS), nell’Azienda Autonoma di Stato per i Lavori Pubblici (AASLP), nell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi (AASS), nell’Università e nel CONS. L’occupazione privata era concentrata nella manifattura, nel commercio all’ingrosso e al dettaglio, nella vendita e riparazione di veicoli, nei servizi di informazione e comunicazione, nelle attività professionali e tecniche, nell’edilizia, nei servizi di alloggio e ristorazione e nei servizi di supporto alle imprese. A marzo 2026 la manifattura contava 7,225 dipendenti privati e il commercio 3,223. I servizi di informazione e comunicazione ne contavano 1,221, le attività professionali e tecniche 1,149, i servizi di alloggio e ristorazione 1,070 e l’edilizia 1,029. Finanza, trasporti, sanità e assistenza sociale, arti, sport e intrattenimento erano settori più piccoli in termini di numero di dipendenti. A marzo 2026 il tasso ufficiale di disoccupazione totale era del 4.55%. Il tasso era del 3.09% per gli uomini e del 6.01% per le donne; la disoccupazione in senso stretto era del 2.70%. San Marino registrava anche un tasso totale di occupazione del 106.39% e un tasso di partecipazione del 108.32%. Questi valori superano il 100% perché le statistiche considerano il lavoro transfrontaliero e utilizzano definizioni nazionali non direttamente comparabili con i tassi Eurostat. Le donne rappresentavano 497 dei 752 disoccupati, gli uomini 255. I dipendenti con più di 50 anni erano 9,282 su 24,549, pari al 37.8%; quelli tra 19 e 25 anni erano 1,512, pari al 6.2%. I giovani restano un gruppo persistentemente vulnerabile, anche se il numero dei disoccupati con meno di 25 anni nella categoria più ristretta è sceso da 192 nel 2019 a 77 nel 2024. I lavoratori frontalieri, chiamati frontalieri, sono centrali per l’offerta di lavoro sammarinese. A marzo 2026 erano 8,784, di cui 8,649 nel settore privato e 135 in quello pubblico. Rappresentavano il 45.5% dei dipendenti privati. I gruppi più numerosi lavoravano nella manifattura, nel commercio, nei servizi di informazione e comunicazione, nel supporto alle imprese, nell’edilizia, nei servizi di alloggio e ristorazione e nelle attività professionali. La loro presenza amplia la capacità di reclutamento, ma espone i datori di lavoro e il mercato nel suo complesso ai cambiamenti delle norme italiane e alla disponibilità di lavoratori oltre confine. Il servizio pubblico per l’impiego è l’Ufficio per il Lavoro e le Politiche Attive (ULPA), che gestisce l’incontro tra domanda e offerta, le liste del lavoro, i controlli e le misure attive per l’occupazione. Il Centro di Formazione Professionale (CFP) offre agli adulti corsi di formazione, aggiornamento, qualifica e specializzazione. L’Anagrafe del Lavoro registra i rapporti di lavoro e le loro variazioni. La Commissione per il Lavoro contribuisce alla regolamentazione, ai reclami e alla gestione delle qualifiche; l’Ufficio Nazionale di Statistica produce i dati ufficiali sul mercato del lavoro. In genere possono iscriversi alle liste del lavoro i cittadini sammarinesi e le persone effettivamente residenti a San Marino che hanno l’età lavorativa prevista dalle norme sull’obbligo scolastico, non sono occupati o lavoratori autonomi e non ricevono una pensione. La procedura prevede normalmente un CV in Labor, la presenza personale presso ULPA e documenti quali prove del reddito familiare, titoli di studio e voti, attestati di corsi, certificati linguistici, documenti di qualifica e specializzazione, certificati penali e attestati relativi a procedimenti pendenti. Chi è iscritto firma un Patto di Servizio, mantiene aggiornato il CV, resta immediatamente disponibile e cerca attivamente lavoro. Rifiutare un’occupazione adeguata può incidere sulla posizione in lista o sul sostegno collegato, secondo le regole applicabili. In genere, i datori di lavoro assumono tramite comunicazione nominativa o richiesta numerica all’amministrazione del lavoro. Il collocamento professionale privato è generalmente vietato, anche se i datori possono pubblicare le proprie offerte, ricevere indicazioni nominative non professionali e ricorrere all’assistenza alla selezione consentita. I datori comunicano all’Anagrafe del Lavoro l’inizio dei rapporti e le relative variazioni. Un rapporto di lavoro interno può iniziare solo dopo aver inviato la notifica richiesta. Se conforme alle regole, la comunicazione nominativa permette normalmente di iniziare a lavorare dal momento della ricezione. In genere, le verifiche ULPA richiedono circa due giorni lavorativi e le eventuali correzioni circa altri tre giorni lavorativi. Di norma le notifiche sono esenti da imposta di bollo e, in base alle informazioni disponibili, non è prevista una tariffa generale per l’iscrizione alle liste del lavoro. In linea di principio, si può assumere con comunicazione nominativa anche una persona non iscritta alle liste, ma San Marino può richiedere una domanda numerica quando la tutela del mercato del lavoro interno impone di verificare che non siano disponibili candidati idonei iscritti. Le eccezioni comprendono alcuni soci o legali rappresentanti di imprese, parenti fino al secondo grado, trasferimenti infragruppo, lavoratori stagionali che rientrano e persone coperte da titoli speciali di residenza o lavoro. I requisiti possono comprendere documenti d’identità, prove della cittadinanza o residenza, certificati penali e attestati relativi a procedimenti pendenti, una visita del medico competente, la storia lavorativa e documenti sulle qualifiche. Le persone provenienti da Paesi terzi senza un accordo Schengen applicabile potrebbero aver bisogno di un permesso di soggiorno italiano che autorizzi il lavoro. La procedura dipende dallo status della persona e dal settore. Le qualifiche richieste variano tra i settori. A marzo 2026, nel privato il gruppo più numeroso era quello degli impiegati specializzati e tecnici, seguito da lavoratori specializzati o tecnici, operai qualificati, operai generici e commessi, personale d’ufficio operativo, dirigenti ed esperti e quadri. Tra i dipendenti privati, 4,797 avevano un diploma di scuola secondaria superiore, 3,804 un titolo di scuola secondaria inferiore, 1,192 una laurea, 1,095 un diploma di qualifica professionale e 701 un diploma universitario. Per 7,037 dipendenti la qualifica non era indicata. Informatica e comunicazione, finanza e attività professionali sono tra i settori con requisiti di qualifica più elevati. Il CFP e l’Università offrono percorsi locali di istruzione e formazione, ma le informazioni disponibili non stabiliscono un’equivalenza diretta con il sistema tedesco di formazione professionale o con l’RNCP. Il CFP e ULPA organizzano la formazione per adulti attraverso il Piano Annuale di Intervento (PAI), con iscrizione tramite IOL. Un corso Operatore del Verde del 2026 illustra i costi: la tariffa indicata era di €150 più €30 di spese amministrative, ridotta a €120 per i disoccupati iscritti alle liste. Il corso richiedeva una frequenza minima dell’80% e un esame finale. Un corso CFP del 2025 aperto al pubblico durava 20 ore e rilasciava un’attestazione di idoneità che poteva dare priorità per alcune posizioni PDR, escluse quelle d’insegnamento e sanitarie. La retribuzione e la stabilità contrattuale variano in base al settore, al datore e allo status. Nel 2024 la retribuzione lorda complessiva era pari a €691.8 milioni, di cui €548.8 milioni nel settore privato e €143.0 milioni in quello pubblico. La retribuzione annua media per dipendente era di €29,558 nel settore privato e di €36,213 nel pubblico. La retribuzione contrattuale territoriale media era di €2,183.71 al mese, mentre la media del settore privato era di €2,273.74. Sono dati nominali locali e non dimostrano differenze retributive regionali. A settembre 2025, 19,322 dipendenti su 23,021, pari all’83.9%, avevano un contratto a tempo indeterminato; 3,699 avevano un contratto a termine. Tra i frontalieri, 7,128 avevano un contratto a tempo indeterminato e 1,552 a tempo determinato. Il mercato del lavoro sammarinese è stato influenzato di recente da manifattura, commercio, servizi di informazione e comunicazione ed edilizia. Tra il 2024 e il 2025, l’occupazione privata è cresciuta soprattutto in questi settori. La manifattura resta fortemente legata alle esportazioni: nel primo semestre del 2025 la quota di esportazioni ha raggiunto il 75.1%, con una crescita annua del 2.7%. Le competenze tecniche e digitali sono quindi utili per accedere a diversi segmenti in crescita o con requisiti professionali elevati. La Cassa Integrazione Guadagni (CIG) sostiene l’adeguamento dell’occupazione durante i periodi di ridotta attività. Nel 2025 ha registrato 14,219 eventi di partecipazione e 492,294 ore richieste; nella manifattura gli eventi erano 12,482 e le ore 422,886. Queste cifre contano eventi o partecipazioni, non necessariamente persone uniche. L’Indennità Economica Speciale (IES) e il Patto di Servizio possono sostenere la transizione e un nuovo incontro con le offerte di lavoro, ma non costituiscono settori distinti del mercato. Il mercato del lavoro di San Marino combina quindi un’elevata dipendenza dai frontalieri, una solida base manifatturiera e commerciale, un sistema occupazionale centralizzato a livello nazionale e una domanda crescente di competenze tecniche, digitali e specialistiche. Nel valutare un’opportunità, confronta settore, qualifiche richieste, durata del contratto, retribuzione, conseguenze del pendolarismo, procedura d’iscrizione e formazione disponibile, invece di basarti solo sulla qualifica professionale indicata.
Mercato del lavoro a San Marino
Il mercato del lavoro di San Marino comprende impiego privato e pubblico, lavoro autonomo e un’ampia forza lavoro transfrontaliera. A marzo 2026 la forza lavoro era composta da 25,301 persone: 23,039 dipendenti, 1,510 lavoratori autonomi e 752 disoccupati. Manifattura, commercio e servizi di informazione e comunicazione sono importanti settori dell’impiego privato; i lavoratori frontalieri erano 8,784.
Tip
Considera quello di San Marino come un mercato nazionale collegato strettamente all’Italia, non come nove mercati locali separati. Scegli le opportunità valutando settore, qualifiche, stabilità contrattuale, retribuzione e impatto del pendolarismo; poi rivolgiti a ULPA, alle liste del lavoro o alle procedure approvate per i datori, in base al tuo status. Mantieni aggiornati documenti e notifiche d’impiego: requisiti, tempi e accesso variano tra lavoratori iscritti, frontalieri, datori e persone che necessitano di permessi speciali di residenza o lavoro.

